Autoanalisi – Acido Urico

Autoanalisi – Acido Urico

L’acido urico costituisce il metabolita terminale più importante delle purine.

Nel 40% degli infarti che si registrano nel nostro Paese c’è un “complice” che spesso la fa franca: è l’acido urico o, per essere più precisi, una sua quantità eccessiva nel sangue. Ma nonostante le stime dicano che siano ben 13 milioni gli italiani che hanno un’uricemia oltre i limiti, quasi nessuno sa che cosa sia esattamente l’acido urico né l’ha mai misurato.

“Cristalli” nel sangue. L’eccesso di acido urico aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e danni renali, e quasi triplica la probabilità di diabete, tanto che alcuni studi sperimentali suggeriscono che l’iperuricemia possa essere un fattore di rischio più temibile del colesterolo. Purtroppo l’acido urico, finora poco considerato, è noto solo a chi soffre di gotta e come causa principale di questa malattia.

Il test è semplice e gratuito: basta una goccia di sangue. In caso del riscontro di iperuricemia, è opportuno cercare di rientrare nella norma per non correre inutili rischi. La prima e più importante strategia è una revisione dell’alimentazione che è una grossa fonte di acido urico. Per tenere sotto controllo l’uricemia bisogna ridurre l’apporto di purine, acidi nucleici che portano alla sintesi di acido urico e che si trovano in abbondanza nelle frattaglie, nella selvaggina, nel pesce azzurro e nei molluschi. Evitare le carni grasse nella dieta è dunque un primo passo per migliorare i propri valori. Inoltre, poiché lo stesso acido urico si forma dal metabolismo del fruttosio, sarebbe opportuno ridurre il consumo di cibi addizionati di tale zucchero come le bevande dolcificate e mantenere una buona idratazione. Se nonostante l’intervento dietetico non si vedono risultati o si ritiene che il paziente sia ad alto rischio, per diminuire l’uricemia si può ricorrere ai farmaci e/o integratori in grado di far scendere i livelli di acido urico circolante.

Tra gli scopi di queste analisi è importante la conferma di diagnosi di gotta. Il suo contributo è utile anche nel rivelare una disfunzione renale.

Il dosaggio dell’acido urico può essere effettuato sia su campione di sangue dopo un digiuno di almeno 3 ore.

Il valore di acido urico deve essere compreso in questo range: 2.6 – 7.2 mg/dL.

 

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